PROGRAMMA / Riserva Moac

IMMAGINI DI Primo Maggio - Viva l'Italia!
E' importante sottolineare quello che questa festa rappresenta: spesso tendiamo a dimenticare il significato autentico del Primo Maggio, forse perchè la grandiosità dell'evento mediatico lo tende ad oscurare. Non possiamo dimenticare il nostro passato e le lotte che lo hanno caratterizzato, nel tentativo di migliorare quella che è la nostra condizione presente... Suonare sul palco del Primo Maggio è una bella conquista, non una partenza per il nostro percorso musicale che dura già da quasi tre anni ma un punto di passaggio, una grossa occasione di visibilità.
Esibirsi per una piazza così numerosa e soprattutto affrontare una diretta televisiva ci darà la possibilità di far conoscere la nostra musica e per questo siamo molto contenti.


Biografia
“In principio” era la provincia…

La provincia, certo…Qualcuno di noi ha sempre vissuto lì e sognato di essere altrove, qualcun altro aveva scelto la grande città per allargare conoscenze ed il proprio punto di vista, qualcun altro non ci aveva mai fatto caso di vivere in uno stato di semi-isolamento, ma su tutti noi la provincia ha sempre esercitato l'azione di un magnete. Magari un luogo non proprio entusiasmante, cullato da un tempo lento e ciclico, in cui le stagioni e gli eventi si ripercorrono sempre uguali, oppure solo un pretesto per poter dire di voler scappare, per assecondare la voglia di fuga che abita in ogni essere umano… ma anche un posto in cui avevamo a disposizione tutto il tempo che volevamo per lasciar lievitare le nostre idee e i nostri pensieri…”far from the madding crown” della città.
E tutto cominciava così; in una calda e afosa estate 2002, armati di mattoni, calce e tanta determinazione eravamo in cinque, nei primi cinque giorni della “creazione”, a porre le fondamenta della “Riserva Moac”, un villaggio costruito con una chiara idea di rivalutare suoni, parole e tutta la cultura della nostra terra in una chiave del tutto nuova, accessibile al più gran numero possibile di orecchie e di cuori. La parola d'ordine, che insistentemente si è venuta consolidando nel cammino di questo villaggio è da sempre Contaminazione.
Pacha Mama panciuto prototipo anatomico-letterario, Zanna il compositore, Zefiro il pifferaio magico con una spiccata attitudine al soffio, Sir Amur e Basko… ognuno di noi con la sua storia, ognuno “un giorno” della creazione, percorso sulla propria strada, ognuna diversa dall'altra eppure tutte convergenti verso un unico perno.
La costituzione della comunità, il suo pensiero e i suoi modi di comunicazione cominciavano a definirsi, ma cinque giorni son davvero pochi per gente come noi perché il tutto fosse già completo…
Il “sesto giorno”, durante le prove, ci scoprimmo a guardarci tutti in faccia e, sudati come non mai, il pensiero fu comune:- Abbiamo bisogno di una donna!!!-. Certo un villaggio senza donne non può avere futuro e fu così che, cercando negli ambienti musicali vicini, udimmo la perturbante, penetrante e contundente voce di Maya…“creammo” la donna, e vedendo che era cosa “bona” e giusta, assicurammo duratura discendenza al villaggio.
E mentre nel “settimo giorno” qualcun altro si riposò vedendo completa la sua opera, noi, che un po' più lenti inevitabilmente lo siamo, trovammo la completezza scrutando al di là delle colline, sulla via dove passano i viandanti senza meta in attesa di una qualche compagnia, i commercianti persi nei loro traffici, i vacanzieri tutti presi a seguire la loro direzione prestabilita…vedemmo Kilone venire verso di noi, quando la sua macchina ormai troppo oltre negli anni decise di fermarsi proprio nella Riserva. Visto che tutti i mali non sempre vengono per nuocere, subito capimmo la potenzialità del suo aiuto nella costruzione e consolidazione del nostro villaggio, e lo accogliemmo felicemente così come si riceve un vecchio amico che non si faceva vedere da anni…sembrava ci conoscessimo da sempre.

Con questa formazione la Riserva Moac, la cui caratteristica principale è quella di essere un villaggio nomade “senza alcuna recinzione”, si sposta in giro, alternando tra spazi fisici e mentali, toccando i più svariati posti, varcando inaspettatamente confini in un numero sempre maggiore. E numerose sono le genti incontrate lungo la strada, le facce, le espressioni, le emozioni che si diffondono in una sorta di scambio reciproco, portando sempre nuovi individui a far parte di questa comunità in continua espansione.
Uno sforzo comunicativo, la ricerca di una empatica condivisione di storie ed emozioni, la semplice voglia di conoscere e farsi conoscere…queste le regole su cui si basa la nostra Riserva.
 
Immagine che contiene i loghi ufficiali degli sponsor del concerto del primo maggio
 
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