Primo Maggio - Viva l'Italia!Questo nostro paese andrebbe valorizzato e chi lo governa dovrebbe prestare maggiore attenzione alla quotidianità della gente perchè l'Italia sono le casalinghe, gli studenti, i disoccupati, la gente che si alza tutte le mattine per andare a lavorare. L'italia ha un doppio volto: da una parte possiede grandi potenzialità, che possono farla emergere anche a livello europeo, dall'altra ci sono troppi provincialismi, troppi interessi che ne frenano lo sviluppo. Trovo che serva una grande rivoluzione culturale... Sogno l'utopia!
Sono molto contento di ritornare sul palco del Primo Maggio.
Vivere di musica indipendente oggi non è facile, questa è sicuramente una delle poche occasioni per avere maggiore visibilità e dimostrare alla gente che l'Italia non è solo calcio e veline.
Quest'anno poi ho la possibilità di suonare in due occasioni diverse. Dopo aver aperto il concerto insieme ai vincitori della rassegna Primo Maggio Tutto l'Anno, andrò a Locri per sostenere le speranze di cambiamento che le nuove generazioni hanno desiderio di esprimere.
BiografiaLa passione di Enrico Capuano per la musica nasce sin da bambino: a casa ci sono i 33 giri di Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Black Sabbath..., tutta la musica rock degli anni Sessanta e Settanta, accanto ad un'altra serie di dischi particolari, quelli legati alla casa discografica 'Dischi del sole' - edizioni 'Bella ciao' con Ivan Della Mea, Giovanna Marini, E'Zezi, che negli anni Settanta imperversano la scena musicale militante. probabilmente quel sogno che da bambino mi ha impegnato la mente musicalmente poi è diventato una realtà. L'accostamento proprio alla musica popolare tradizionale nasce più tardi, dall'amore per il progress italiano della Pfm, del Banco, paralleli a Ivan Della Mea con il quale Capuano fonderà la Sacs, una società di artisti militanti, e Alfredo Bandelli poeta operaio rappresentante più autentico di quella cultura che dal mondo contadino diventava operaia con l'estetica del canto contadino, ma dentro temi ormai sociali, e dentro i ritmi non più tradizionali contadini, ma della fabbrica. Dopo varie esperienze musicali in cui la musica è vissuta soprattutto a livello non tanto 'professionale'quanto militante, dagli anni Novanta Enrico Capuano inizia poi ad affrontare la tematica del rock da accostare alla musica popolare italiana. Tammurriatarock, il terzo album dell'artista, dopo Fai la cosa giusta, e Onda d'urto, compie definitivamente la commistione di rock e musica popolare. E' l'album della svolta espressiva e professionale: "Ad un certo punto ho deciso di fare il salto, e di prevedere che prima o poi nella vita, dovevo fare il musicista". Con Tammurriatarock iniziano anche le importanti collaborazioni: da Lucio Violino Fabbri a Graziano Caratoli, l'attrice Loredana Cannata, Piero Brega, E'Zezi, Marcello Colasondo, Eugenio Bennato con il quale Capuano divide il palco del Primo Maggio 2002. L'idea della contaminazione attuata in Tammurriatrock di poter legare il rock in quanto fatto di cultura popolare alla musica popolare propriamente detta, e di farlo in maniera forte, non ovattata, non smussata ma spigolosa, provocatoria degli elementi di rock in quanto rock e di folk in quanto folk, passando da una chitarra distorta ad un momento di saltarello invece che miscelare i basilari giri di minori armonici oppure di echeggiare le sole scale arabe, qui si arricchisce di un ulteriore elemento conoscitivo: il cantautorato nel recupero del testo unendo insieme i due aspetti musicali di folk e rock. L'aspetto autoriale diventa ancora più presente ed incisivo in Lascia che sia, l'ultimo lavoro del folk singer, come il titolo del concert film sul tour del 2002. "Lascia che sia è il disco che secondo me visualizza meglio quello che ho inseguito per tanti anni. E' un disco dove gli elementi folk-rock sono più nitidi, e non a caso c'è per la prima volta un omaggio ad un altro pezzo, a chi in fondo mi ha sempre ispirato: di E'festa della Premiata Forneria Marconi. che ritengo uno dei massimi gruppi italiani di questo genere". L'elemento costante dell'improvvisazione, non calcolata, punteggia da sempre la vicenda musicale e privata di Capuano, che si ritiene amante dell'improvvisazione pura, a ricordare il rock seminale degli anni Settanta, continuando quella storia. "Rimangono degli elementi, dall'inizio alla fine, e la fine non è certo questa. Dall'inizio ad oggi c'è una continuità, la continuità dei valori di pace e militanza intesa come pensare, sognare e trasmettere idee per un mondo migliore, e la musica popolare, il prog italiano, la sperimentazione, per pensare ad un disco che non sia solo un mezzo per il commercio, ma un fatto artistico".